ConTatto

Pratiche per Rallentare

É il tassello mancante...

aikido_claudia

Ho iniziato a praticare esattamente un anno fa per semplice curiosità ed inizialmente con molti dubbi e indecisioni.
Praticavo solo due volte a settimana e mi sono accorta che durante i primi due mesi, stavo male perché il tempo che passava tra una lezione e l'altra mi sembrava infinito.
La mia pratica si è fatta così molto più assidua e da sempre costante.

Un forte incentivo era ed è indubbiamente il gruppo, che non potrebbe essere più bello di come è. Oltre ad essere per me una seconda famiglia, ha due aspetti che vanno ben distinti: l'espressione di noi stessi sul tatami e quella all'esterno.
Credo che sia grazie all'estremo rispetto e sincerità che vi è sul luogo di pratica che sia possibile anche mantenere un rapporto al di fuori del dojo.
Il nostro è un gruppo decisamente eterogeneo, io sono una delle più piccole e posso assicurare a tutti voi che quando sono con loro mi sento in tutto e per tutto integrata.
Credo che lo scambio che avviene sul tatami durante la pratica ed anche il contatto fisico costante, facilitino le relazioni tra noi e ci diano sempre uno spunto per iniziare una nuova discussione che prosegue poi su tanti altri piani.
Nel mio gruppo sono inclusi anche i maestri: Annalisa e Davide. Sono allo stesso tempo miei Sensei (maestri di Aikido, oltretutto eccellenti e che ringrazio ogni giorno tra me e me per quello che mi danno), Amici e persone da cui mi piace prendere esempio e da cui ho sempre piacere e modo di imparare.

Ora come ora posso dire che consiglierei l'Aikido per due ragioni essenziali: l'estrema bellezza di quest'arte e la compagnia.
Consiglio l'Aikido a tutti coloro che in primis hanno la volontà e l'umiltà di imparare; imparare da tutti, dalle cinture di grado più alto e quelle di grado più basso.
La costante di quest'equazione è sicuramente l'insegnamento reciproco ma solo se accostato alla forza di volontà e la curiosità di scoprire quali sono i propri limiti.

Ogni volta che penso all'aikido, durante il giorno, il cerchio della mia vita si chiude. È quel momento che mi permette di inserire il tassello mancante nella mia realtà, è diventato per me una seconda vita, dove tutto è perfettamente equilibrato ed inoltre i miei miglioramenti nella pratica sono la cosa che mi rende più orgogliosa in assoluto.
Mi fa commuovere vedere i praticanti più bravi di me perché sono come tanti punti di riferimento, diventano come obiettivi che per me sono oltretutto molto importanti. L’Aikido mi fa provare appunto delle sensazioni incredibili, che siano positive o negative, per la fatica o a volte quando sbaglio qualcosa, ma mi hanno aiutata a crescere e maturare nell'arco di un solo anno di pratica.
Ciò funziona, però, solo se si è determinati a farlo.
Alla fine di ogni lezione è come se accendessi il cervello ed è quasi come mi rendessi conto di essere uscita da una sorta di trans, mi sento leggera e libera da quei pensieri che invece mi assillano tutti i giorni. Come dicevo prima, esco da quell'universo parallelo ma mi sento bene. Bene davvero, quindi felice.