ConTatto

Pratiche per Rallentare

Io e l'Aikido

aikido_erk

Ho iniziato a praticare questa fantastica arte quasi per caso, prima di iniziare reputavo i praticanti di Aikido come degli imbranati un po’ invasati.
Prima dell’Aikido ho praticato la boxe e la kick boxe, da adolescente alcuni mesi di judo ed un po di lotta greco romana. Tutto mai per oltre un anno, mi stancavo in fretta delle cose.


Poi un giorno ho accompagnato mia figlia 12enne a vedere una lezione di aikido, ed ho visto praticare quello che ora è il mio maestro: sono rimasto folgorato. Una eleganza mista ad un'aurea di energia e potenza, non era né il più grosso né il più forte dei praticanti dal piano fisico ma... ok quindi decisi di iscrivermi!
I primi 3 mesi sono stati disastrosi, vivevo in una sorta di nebbia, non riuscivo a ricordare nulla, al punto che una sera nello sconforto più totale mi fermai in segreteria e parlando con la mia insegnante Annalisa, le dissi che secondo me avevo sbagliato sport. (Notare: l'aikido è un arte marziale non uno sport ma ancora non lo sapevo!). Annalisa mi disse “Datti tempo, ho visto di peggio”. Ad ora è indubbio che avesse ragione.
Ho avuto momenti difficili e grandi soddisfazioni nella mia pratica e all'interno del dojo. Ricordo il primo esame: il passaggio dalla cintura bianca alla gialla, per me era importantissimo, perché mi concedeva la possibilità di andare a praticare con i gradi alti, in quanto non si era più "novizi”. L’impegno e la fatica di praticare con i più esperti e l'orgoglio che mi gonfiava il petto quando durante gli stage insieme ad aikidoka di altre regioni mi venivano fatti complimenti per la mia pratica.
Mi sono impegnato molto, e ho avuto la fortuna e L'IMMENSO ONORE di avere i migliori insegnanti, in Italia e forse al mondo.
I mesi e gli anni sono trascorsi con tutta la vita che ne consegue, ho avuto grandi dolori personali e il dojo a volte può essere una seconda casa.
ho provato sentimenti di ingiustizia ma la vita è così, e noi siamo umani.
La gioia dell’hakama, per me aveva lo stesso valore di una cintura nera, ricordo con felicità il momento in cui avvenne: si era appena concluso l'esame da 2 kyu (cintura blu) quando la mia insegnante Annalisa rivolgendosi al nostro maestro Giorgio gli ricordò di menzionare che avrei potuto indossarla e il suo assenso!!!

E proprio perché il dojo è un po’ come una famiglia a volte avvengono partenze nelle quali alcuni compagni si allontanano così il continuo della mia pratica è avvenuto con la nascita del nostro nuovo dojo ConTatto.
Nel dojo di ConTatto ho assistito alla nascita di un nuovo gruppo, la disponibilità degli insegnanti a cambiare gli orari di lezioni pur di farci praticare, il ricominciare con gli amici/fratelli Luca Korra e Jo. L'arrivo dei primi nuovi tra cui la piccola tigre Alessia dopo mesi che si praticava sempre tra noi, ho il coraggio di questa ragazzina, che ridava forza e nuova linfa come un nuovo fiore su di una pianta alla fine dell'inverno.
Poi il gruppo cresce e d'improvviso mi sono reso conto che non ero più tra gli ultimi, ma io stesso una guida, ora sono un "anziano”, un senpai..
L’esame da marrone fatto in perfetto stile; oggi interroghiamo voi due. E poi.. e poi do tutti i giorni tutto ciò che ho, e chiedo aiuto agli integratori, a quintali di cioccolata, e fingo di non sentire la fatica, mi obbligo ad andare in palestra anche quando la sera le gambe la schiena le braccia ed i gomiti mi dicono:" ehi questa sera non è cosa!!” ma io so che sempre dopo la pratica sto meglio che è come se ci fosse un iniezione di energia nuova, ed in fondo è propio così che si migliora e si cresce.
Si cresce fino a diventare referenti italiani di una federazione internazionale, tra i tanti hanno scelto proprio noi! E poi a Torino, dove in uno stage magico dove il passato ed il futuro si incontrano dove maestri che sembravano inarrivabili mi giudicano e mi trovano idoneo per poter avanzare alla cintura nera.. cintura nera, ancora oggi dirlo mi fa strano!