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Pratiche per Rallentare

Le domande dello Yoga: dinamico o meditativo?

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Negli ultimi anni lo Yoga ha visto un’esponenziale diffusione, quasi tutti sanno dire due parole su questa materia, l’hanno provata o sanno che ne avrebbero bisogno, magari perché qualche specialista gliel’ha consigliata o qualche amico ne ha condiviso i benefici. Allo stesso tempo, con l’aumentare dell’informazione è aumentata anche la confusione su che cosa sia lo Yoga. Di conseguenza a questo, quando una persona inizia a cercare un corso per iniziare a praticare, le domande e dubbi salgono a raffica: cosa sono tutti questi tipi di Yoga? Che differenza c’è? Che tipo di Yoga farebbe bene a me? Ma alla fine è uno Yoga meditativo o dinamico?

Ed è su queste domande che soffermo la mia riflessione.

Lo Yoga è, come si capisce ad un primo approccio, una materia molto vasta che assume diverse forme questo perché è molto antica e la sua diffusione si è sviluppata attraverso l’esperienza evolutiva dei maestri che l’hanno insegnato. Viaggiando per l’India mi sono resa conto di quanto la cultura e le persone che la abitano siano accoglienti e rispettosi delle diversità. In una realtà così relativa come l’India, non è stato un problema integrare sotto lo stesso nome di Yoga diverse vie che prevedevano veramente differenze importanti da non sembrare ad un primo sguardo neanche la stessa cosa. Ad uno sguardo più attento invece c’è una linea comune a tutte le scuole, che qui mi prendo la responsabilità di affermare: quella linea comune è la consapevolezza. Lo Yoga è una via di consapevolezza e coscienza, perché solo grazie a queste qualità è possibile un’evoluzione, che sia questa corporea, energetica e spirituale.

Quindi ha veramente senso parlare di Yoga meditativo? Secondo me no.
La Meditazione è una pratica di presenza e dire che lo Yoga è meditativo è un’ovvietà, condivisa tra l’altro tra tutte le scuole di pratica e non un attributo che lo contraddistingue dalla pratica dinamica, perché anche in quella è indispensabile la consapevolezza e la presenza. Come scegliere allora la scuola giusta per soddisfare le proprie esigenze?
Innanzi tutto domandatevi cosa state cercando, perché state cercando? Qual è il bisogno a cui rispondo cercando un corso di yoga? Ho bisogno di sostenere una problematica corporea? Ho bisogno di trovare il modo per prendermi più cura del mio corpo? Cosa intendo per star bene, cosa mi fa star bene. Ho bisogno di silenzio? Sto cercando una luogo di pace o no? Sono disposto ad ascoltarmi profondamente, andare verso di me assumendomi la responsabilità di camminare verso un punto che non so qual è?

Documentatevi, leggete le esperienze degli insegnati che trovate e scegliete qualcuno che abbia fatto un solido percorso formativo, perché in questo modo potrà sostenervi con competenza.
E in ultimo provate, senza formularvi troppe aspettative, cercando di rimanere liberi da idee determinate. Praticate e restate in ascolto di quella che è la sensazione che rimane in voi. È piacevole? State meglio di quando avete iniziato?
Allora non vi rimane che dare fiducia, alla pratica, al gruppo, all’insegnate e a voi stessi. Restate finché quella pratica sarà utile per voi, quando non lo sarà più, salutate e andate verso ciò che in quel momento state veramente cercando!

Hari om Tat Sat
Annalisa