ConTatto

Pratiche per Rallentare

Le prove di Aikido

In molti centri se qualcuno vuole iniziare a praticare Aikido chiede di frequentare un allenamento di prova.
A ConTatto non crediamo che questo sia utile e ti spieghiamo perché in 5 punti:



  • L'Aikido semplifica
  • Respirare la tradizione
  • Comprendere l'anatomia
  • Conoscere un gruppo
  • Nessun limite, fiducia nel maestro


Noi vogliamo che chi è interessato all'Aikido possa compiere una scelta corretta, questo per rispetto alla persona che si avvicina e per amore della nostra materia.

Leggendo questi punti capirai perché è veramente poco probabile che da un solo allenamento tu possa essere in grado di compiere una corretta valutazione e noi capaci di fornirti gli strumenti.





L'Aikido semplifica



L'arte dell'Aikido è capace di portare ordine nel disordine.
Attraverso il corpo alleniamo la coordinazione fisica e mentale per riuscire ad avere una grande presenza e sicurezza in varie situazioni.
Con la pratica il movimento diventa armonico e coordinato cosa che difficilmente all'inizio si può notare.

Solitamente, nel primo allenamento quello che si comprende è lo stato di disordine, la confusione nei passi e nelle guardie.
Questa confusione può condurci verso uno stato di tensione del corpo e di inadeguatezza nella mente.
Solo con un po' di tempo e qualche ora di allenamento prenderemo fiducia e cominceremo ad apprendere e andare dal disordine all'ordine.



Respirare la tradizione


L'Aikido è costruito sullo spirito del Budo, la via marziale giapponese. Ogni gesto, ogni sguardo va condotto nella stessa direzione.
In ogni allenamento togliamo gesti e movimenti superflui per arrivare all'essenza. Imparando le varie parti dell'arte come le armi, il corpo a corpo da uno o più persone, la respirazione e le qualità nobili della pratica del Bushido.



Comprendere l'anatomia


Dal punto di vista fisico l'Aikido è basato sull'anatomia e la logica del movimento e dell'equilibrio.
Il corpo umano è uno strumento magnifico dove ogni parte è in legame con le altre, tutto è connesso e in continua compensazione e autoregolazione.
Le leve articolari e gli awase (spostamenti e uscite) si basano tutti sulla capacità di conoscere il corpo in quanto la semplice forza non è necessaria ne sufficiente in ogni situazione.



Conoscere un gruppo


Tra i praticanti si instaura un legame, il senpai (praticante anziano) aiuta il kohai (nuovo compagno) a apprendere e facendolo si mette alla prova in quanto non vi è forma più grande di comprensione di quella usata per spiegare ad un altro.
Per comprendere gli sbilanciamenti e le leve, per stare sotto gli attacchi (anche se lenti) occorre un processo di fiducia e presenza.



Nessun limite, fiducia nel maestro


Nel nostro centro le persone possono venire a vedere tutte le volte che vogliono, possono chiedere ai maestri tutti i dubbi e le domande che vogliono.
Noi chiediamo che guardino i praticanti avanzati e se quello che vedono attira l'attenzione e la volontà di riuscire allora è sufficiente.
Chiediamo di non autolimitarsi pensando che "non sarò mai in grado..".
Il nostro compito di insegnanti è insegnare, il compito di un allievo è imparare. Insegnare è la nostra missione e non c'è situazione nella quale non si possa trovare un modo efficace per fare apprendere a chi ne ha la volontà.


Questi sono i motivi che ci muovono nell'insegnare, nel fare crescere le capacità e nel proteggere il gruppo di aikidoka.